Letti i segni principali del territorio, il progetto si pone come obiettivo quello di creare una piazza che si integri col sistema degli spazi aperti esistenti, considerando l’ambiente urbano come fosse composto da diverse stanze tra loro interconnesse, portando l’intimità dell’interno all’esterno. Ciò anche per calarsi nella misura prevalente percepita in Cenate, cioè “’l’uomo”. Si vorrebbe far sentire a proprio agio i cittadini nella loro nuova piazza, stimolando così un maggiore senso di appartenenza alla comunità. Il nuovo edificio si porrà come nuovo riferimento per Cenate e il suo linguaggio architettonico dovrà esprimere la autorevolezza tipica degli edifici delle amministrazioni pubbliche italiane, conservando allo stesso tempo le proporzioni equilibrate col contesto. L’edificio progettato si ancora al terreno mediante il blocco del piano terra, un volume continuo, pensato come estrusione della roccia sedime di progetto e secondo le linee direttrici, matrici del tessuto urbano preesistente. Questa strategia permette di liberare la porzione di lotto adiacente al sagrato della chiesa, che sarà legata ai nuovi spazi aperti, delineando così il nuovo centro di Cenate Sopra. Il piano primo è generato a partire dal volume destinato ad auditorium e sala consiliare, una sorta di cannocchiale puntato verso il fulcro del paese. A ventaglio si dispongono poi gli altri volumi che spiccano dal basamento, come il profilo del restrostante gruppo del Monte Misma.